Libriamo Tutti a #CartaCarboneFestival

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Barbara Fiorio

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Barbara Fiorio a #CartaCarboneFestival 2015

Il primo incontro a cui abbiamo partecipato è stato con Barbara Fiorio, autrice del romanzo Qualcosa di vero, edito da Feltrinelli.
In una cornice di favole e fumetti, di personaggi dai colori vivi e pulsanti e dei quali l'autrice ci ha letto alcuni passaggi, il libro narra la storia avvincente dei rapporti tra le generazioni.
Ringraziamo Barbara Fiorio per la simpatia con la quale ci ha accolti e ci ha la lasciato una dedica.
Parola d'ordine: e Zorro esiste!

Nanni Balestrini

Nanni Balestrini
Nanni Balestrini a CartaCarboneFestival 2015
Nanni Balestrini, esponente di rilievo della neoavanguardia ("Gruppo 63" "Novissimi") autore letterario, saggista, artista visivo e sperimentatore delle relazioni tra testo e immagine.
A  CartaCarboneFestival per parlare di Carbonia. Eravamo tutti comunisti, edito da Bompiani, romanzo storico col quale Balestrini fa parlare il suo personaggio per mezzo della creazione di una lingua scritta nuova e prorompente che si fa mimesi del racconto orale. Un personaggio del quale, pur traendo origine da una persona reale, non conosciamo il nome poiché simbolo del personaggio collettivo portatore a sua volta della weltanschauung collettiva dell'uomo in lotta.

Giulio Giorello e Giovanni Boniolo

Giulio Giorello e Giovanni Boniolo
Giulio Giorello e Giovanni Boniolo a CartaCarboneFestival
Filosofia e autobiografia.
Filosofia e autobiografia.
I due filosofi e docenti universitari hanno ripercorso le tappe della loro formazione culturale e hanno sottolineato l'importanza dello studio della filosofia in quanto offre gli strumenti per poter operare delle scelte consapevoli. Boniolo, laureato anche in fisica, e Giorello, con una laurea anche in matematica, hanno caldamente invitato i numerosi studenti presenti all'incontro ad acquisire una preparazione scientifica oltre che filosofica. "Studiate fisica in Italia e poi andate all'estero a studiare filosofia", il consiglio di Boniolo.
Si è parlato anche di letteratura e di libri. Giorello ha messo in evidenza che la lettura di scrittori filosofi come Kafka, Mann e soprattutto Joyce col suo Ulisse, è stata per lui fondamentale nella scelta di studiare filosofia. Alla domanda su quali siano il libro e la persona della sua vita, Giorello ha risposto: i Canti di Leopardi; Russell e Geymonat per quanto riguarda le persone. Non ha nominato Spinoza solo perché citato a varie riprese come determinante nella sua formazione.
L'incontro si è concluso con una riflessione sul ruolo della filosofia in un momento storico in cui i nuovi mezzi di comunicazione offriranno uno strumento potente per future evoluzioni del pensiero. — presso Museo Santa Caterina

Paolo Nori e Gabriele Romagnoli

Paolo Nori, introdotto da Mitia Chiarin, legge un brano tratto dal suo ultimo romanzo, La piccola Battaglia portatile, edito da Marcos y Marcos
Gabriele Romagnoli, presentato da Sara Salin, col suo ultimo libro Solo bagaglio a mano, Feltrinelli Editore libro che sfugge all'appartenenza a un genere letterario specifico.

Paolo Nori
Paolo Nori a CartaCarboneFestival 2015
Gabriele Romagnoli
Gabriele Romagnoli a CartaCarboneFestival 2015

Paolo Maurensig

Paolo Maurensig
Paolo Maurensig a CartaCarboneFestival 2015
Nel suo ultimo romanzo, Teoria delle ombre, lo scrittore friulano declina in nuove varianti le sue due grandi passioni: scacchi e musica.
L'autore torna a pubblicare con la casa editrice Adelphi dopo più di un ventennio per raccontare gli ultimi anni di vita dello scacchista Alexandre Alekhine, morto in circostanze sospette.
Il gioco degli scacchi si fa metafora della vita. Così come l'intera partita a scacchi si svolge sotto la minaccia dello scacco al Re, così la vita si sviluppa sotto la minaccia della morte. Nel momento in cui lo scacco al Re diventa ineludibile e si trasforma in matto, il gioco termina e la presa del Re si compie al di fuori della scacchiera e della partita. Parallelamente, nella vita, quando la morte cessa di essere minaccia e diventa realtà, ciò avviene al di fuori della vita stessa. — presso Museo Santa Caterina.

Kader Abdolah

Kader Abdolah
Kader Abdolah a CartaCarboneFestival 2015
Lo scrittore persiano - e non iraniano, come egli stesso tiene a sottolineare - emigrato in Olanda trent'anni fa, ha presentato il suo ultimo romanzo, Scrittura cuneiforme, edito da Iperborea. Il libro narra del rapporto di un figlio col padre sordomuto. Finché Ismail, questo il nome del figlio, viveva nella terra natia, fungeva da tramite tra il padre e il mondo. Esule poi in Olanda, riceve un taccuino sul quale il padre aveva registrato i suoi pensieri in misteriosi caratteri cuneiformi copiati da un'iscrizione rupestre. Ismail si sente in dovere di tradurlo.
La storia narrata rispecchia la vera storia dell'autore. Quando giunse in Olanda, Kader si sentì anch'egli sordomuto, incapace di comunicare in una lingua a lui sconosciuta. Si rese conto che da parte degli olandesi c'era la necessità di capirlo e decise di scrivere nella loro lingua per cambiarli ed essere a sua volta cambiato.
A questo punto l'incontro è diventato un'occasione di riflessione e di confronto sul tema dell'immigrazione.
La travolgente verve di Kader e il suo caleidoscopio di aneddoti hanno coinvolto il pubblico presente. Non è stata per noi una sorpresa. Tommy Wieringa, un altro scrittore olandese dalla grande carica di simpatia e sempre edito da Iperborea, ci aveva messo sull'avviso quando, in occasione della scorsa edizione di Incroci di civiltà a Venezia, ebbe occasione di citarlo. — presso Fondazione Benetton Studi Ricerche.

I librai della Libreria MarcoPolo

I librai della Libreria MarcoPolo
I librai della Libreria MarcoPolo a CartaCarboneFestival 2015
Il juke-BOOKS della Libreria MarcoPolo
Il pubblico sceglie i libri da leggere.
A "suonare", ora, è Scarti di Jonathan Miles, pubblicato da  minimumfax — presso Loggia dei Cavalieri.

16-20/09/2015: LibriamoTutti vi accompagna a PordenoneLegge!

16-20/09/2015: LibriamoTutti vi accompagna a PordenoneLegge!

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Come alcuni di voi sanno, noi di LibriamoTutti siamo sparsi per l’Europa; siamo quindi molto lontani fisicamente e, per preparare tutti gli eventi che proponiamo, lavoriamo sempre online, a distanza.

Più volte, nel corso di questi ultimi anni, abbiamo cercato di progettare un incontro tra noi cinque, per fare qualcosa insieme, che riguardasse i libri e la lettura, da condividere anche con altri amici, una festa, un evento, ma per vari motivi, non ultimo la lontananza geografica, non siamo mai riusciti a realizzare questo desiderio di lavorare fisicamente vicini.

Un giorno qualunque dell’agosto scorso, però, ci arriva un messaggio sulla nostra pagina Facebook: Sara Rocutto, collaboratrice del Festival Pordenonelegge, ci “disturba” per chiederci se può invitarci al Festival a Pordenone.

Disturbarci (così scrive lei) per invitarci a una manifestazione bellissima?! Per fare ciò che più ci piace e cioè occuparci di libri, lettura, autori, lettori? Oh, My God! A noi?
Ma poi ci riprendiamo e rispondiamo: Ma Certo!

Seguono brevi schiamazzi di gioia e meraviglia e progetti ed euforia e confusione (Impa compreso eh…).

Prendiamo contatti più stabili con l’organizzazione, discutiamo su come possiamo dare visibilità a tutto il Festival e ai singoli eventi, cosa possiamo fare per impegnarci al massimo in una occasione tanto preziosa e alla fine perché non ne approfittiamo anche per vederci e condividere questa esperienza con tutti i nostri amici?

In pochissimi giorni tutti i pianeti si allineano e siamo in possesso di biglietti e sistemazione, programma e pass e anche l’evento inizia a prendere forma, con l’aiuto dell’organizzazione del Festival; si unisce a noi Clara Giangaspero, che si occupa di comunicazione e promozione letteraria e musicale e lo staff è pronto a lavorare.

Seguiremo moltissimi eventi e presentazioni, vi racconteremo tutto attraverso i social network, scriveremo ogni cosa sul nostro sito e faremo un sacco di altre cose e, per chiudere in bellezza, domenica sera faremo un evento in mixed reality, tra Pordenone e Second Life, dove mondo fisico e mondo virtuale si incontreranno in una delle occasioni più speciali, con interviste agli ospiti.

Insomma: LibriamoTutti va a PordenoneLegge e ci porta anche voi!

Seguiteci su Twitter e su Facebook e sugli altri social network.

Da mercoledì 16 a domenica 20 settembre 2015, tutti a PordenoneLegge con LibriamoTutti!

Sito di PordenoneLegge: http://www.pordenonelegge.it/

Sito di LibriamoTutti: http://www.libriamotutti.it/

LibriamoTutti su Twitter: @LibriamoTutti

LibriamoTutti su Facebook: https://www.facebook.com/libriamotutti

Per info: Maryhola McMillan o libriamotutti@libriamotutti.it

Shining: due opere divergenti per lo stesso soggetto

Shining: due opere divergenti per lo stesso soggetto

Dopo la serata su “Il Partigiano Johnny”, Maryhola e Andrea lo avevano promesso: il viaggio tra cinema e letteratura non finisce qui. E sono stati di parola, guidandoci lungo una nuova tappa per la quale hanno scelto “Shining” nelle opere di due pezzi da novanta: Stephen King, lo scrittore, maestro indiscusso dell’horror e Kubrick, il regista, uno dei più grandi indagatori delle problematiche e delle crisi dell’uomo occidentale.

La formula è stata la stessa: focalizzare alcuni snodi cruciali della storia e mettere a confronto le pagine del libro con i corrispondenti fotogrammi del film. Formula efficace nella sua immediatezza che ha permesso ai due conduttori di evidenziare il rapporto difficile tra due grandi personalità, tanto che il titolo dell’esplorazione /confronto della serata dovrebbe essere: “Due opere divergenti per lo stesso soggetto”. Se infatti King nel suo libro aveva raccontato il soccombere all’alcolismo da parte di un singolo, Kubrick trasforma la parabola del protagonista, Jack Torrance, in un viaggio nella psicosi e nella malattia mentale. Che Kubrick imbocchi la strada della psicanalisi è evidente già nella prima scena del film presa in esame dove il foglio nella macchina da scrivere di Jack riporta ossessivamente ripetuta una frase di Melanie Klein, allieva e seguace di Freud.

L’Overlook Hotel, dove è ambientata la vicenda, come correlativo oggettivo di una malattia mentale è dunque la scelta di Kubrick che abbandona il percorso in cui King aveva guidato il lettore, quello della ricaduta progressiva nell’alcolismo di Jack. E se nel libro sono ricorrenti le descrizioni dei sintomi dell’alcolismo, nel film sono assenti scene corrispondenti, sostituite, per così dire, dagli spostamenti della telecamera lungo i corridoi e le stanze dell’hotel che rappresenta la mente malata del protagonista in crisi. La stessa funzione hanno i viaggi del figlio di Jack lungo i corridoi dell’albergo o nel labirinto del giardino, metafora della ricerca di cosa non funziona nel cervello disturbato del padre.

Nel libro sono i sintomi dell’alcolismo che stravolgono la percezione della realtà di Jack, nel film la cifra della lettura è entrare sempre più addentro nelle stanze dell’albergo/mente, per culminare con la scena della festa nel salone dell’Overlook. E’ la stanza del bagno dell’hotel, fredda, spigolosa, claustrofobica che rappresenta la parte più profonda della mente di Jack. Qui il personaggio di Grady, guardiano del passato dell’Overlook, in funzione di analista, come in un transfert, rivela a Jack la sua missione: uccidere moglie e figlio che, ancorati al reale, mettono in pericolo il potere dell’albergo della follia.

Già nel precedente incontro Andrea Icardi ci aveva accompagnato alla scoperta dei mezzi tecnici che permettono a un regista di esprimere in immagini la sua interpretazione della storia. Nel caso del film “Shining” le soluzioni di Kubrick hanno fatto scuola. La telecamera, montata sulla steadycam e gestita dallo stesso inventore del supporto meccanico, Garrett Brown, assume il ruolo dello sguardo dell’albergo e, con il suo effetto di soggettiva, permette di dare una coscienza all’edificio.

Nella scena in cui Jack, rinchiuso nella dispensa, dialoga con la moglie, che è all’esterno, terrorizzata, ma determinata a salvare il figlio e se stessa, a due mondi psichici diversi corrispondono due gestioni diverse della camera. Una, fissa, inquadra Jack con una ripresa unica, così come Jack è ormai fisso e inchiodato alla sua follia. L’inquadratura in movimento è per Wendy, la moglie, che invece è ancorata alla realtà e decisa alla fuga dall’albergo.

Scena dopo scena, lettura dopo lettura, Maryhola e Andrea ci hanno dunque accompagnato attraverso due opere divergenti che così restano fino alla fine. Nel libro la morte di Jack nell’edificio in fiamme è come un olocausto drammaticamente necessario per aprire a Wendy e al bambino una possibilità di rifarsi una vita. Il film si conclude con lo sguardo implacabile dell’albergo intatto che osserva le immagini della festa del 1921: tra gli ospiti ritratti c’è Jack, ormai definitivamente in suo potere.

Il prossimo appuntamento con il MovieBook sarà all’inizio di luglio. Ci vediamo lì.

Le città invisibili di Calvino tra RL e SL

Le città invisibili di Calvino tra RL e SL

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Come i nostri amici già sanno, Libriamo Tutti (cioè la nostra grande Gea Demina) ha partecipato al progetto di Twitteratura.it per la riscrittura su Twitter di “Le città invisibili” di Italo Calvino, in occasione dei 90 anni dalla nascita dello scrittore.
Da questo grande lavoro di rielaborazione collettiva del testo, guidato come sempre da Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautas e Pierluigi Vaccaneo, è nata una mostra in cui Alessandro Armando, Elena Nuozzi e Francesca Ballarini hanno interpretato i tweet con i loro disegni.
All’inaugurazione della mostra #invisibili, avvenuta a Cagliari, il 13 dicembre scorso, eravamo presenti anche noi di Libriamo Tutti.
Giovanni Dalla Bona ha infatti realizzato una bella installazione, che rappresenta le prime 6 città invisibili, in SL, utilizzando i disegni di Alessandro, Elena e Francesca, riducendoli, ingrandendoli, rigirandoli e ritagliandoli, fino a caratterizzare ciascuna città, anche con frasi estrapolate dal testo.
Trisha Abbott ha realizzato poi un video bellissimo, che è presente alla mostra di Cagliari.
Inviata speciale, in rappresentanza di tutto il gruppo, Maryhola McMillan.
Ecco il video dell’installazione e le foto realizzate durante l’inaugurazione della mostra, come nostro regalo di Natale.
La mostra #invisibili, visitabile dal 13.12.13 al 12.01.14, curata da Simona Campus, è organizzata da Twitteratura assieme al Consorzio Camù e a Palabanda Edizioni, con il patrocinio della Fondazione Cesare Pavese e del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Cagliari.
Buona visione e Buone Feste :)

Calvino e la Twitteratura: inaugurazione del 13/12/13 by Slidely Slideshow

Le letture di #LIBeRiamotuttE

Le letture di #LIBeRiamotuttE

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Anche se 2Lei e la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne sono passate, non passa la necessità di tenere alta l’attenzione sui temi relativi alla condizione femminile.
Noi siamo buoni lettori e quindi lo facciamo anche attraverso i libri.
Per questo vi offriamo i nostri consigli di lettura e quelli degli amici del gruppo in Fb e Twitter, che Marianna Giacomel ha raccolto in due bellissimi documenti:

> uno Storify

> una board in Pinterest

Entrambi i lavori sono stati composti per lo più in vista dell’appuntamento del gruppo per 2Lei, ma resta il valore letterario di queste opere e l’affetto e la simpatia con cui li abbiamo raccolti, insieme agli amici che ci seguono sempre.

Ve li lasciamo come compagnia e invito alla riflessione sull’emancipazione femminile, non solo come liberazione dal dolore e dal pericolo, ma come crescita e maturazione intellettuale, culturale e umana di ciascuna di noi.

Buona lettura!

Decamerone in 100 Tweet. Le ragioni di una partecipazione.

Decamerone in 100 Tweet. Le ragioni di una partecipazione.

Un tweet al giorno per 100 giorni tanti quanti le novelle del Decameron per rileggere e trasferire nelle forme della tecnologia contemporanea un caposaldo della nostra storia linguistica e letteraria e invitare così alla rilettura del capolavoro del Boccaccio La proposta della Società Dante Alighieri, tramite la rivista Madrelingua, sembrava ardua, ma lo scopo immediatamente condivisibile.
C’erano almeno 4 ragioni per condividerla.
C’era il testo da rileggere e riscoprire innanzitutto. Il Decameron, come dire avere quasi 700 anni e non sentirli, conservando intatta la vitalità che aveva indotto Pasolini a farne un film o Busi di recente a “tradurlo” in italiano moderno.
Poi sperimentare il linguaggio di sintesi di Twitter sarebbe stato approvato dallo stesso Boccaccio, che lo suggerisce con i suoi sommari all’inizio di ogni novella.
E ancora, su Twitter, con graditissime incursioni nella nostra isola, ormai da qualche tempo facciamo parte di una comunità che sotto il nome di twitteratura propone la rilettura di classici, come Pavese, Pasolini, Calvino e anche Catullo.
C’era poi la sfida delle regole rigide che ci attraeva: l’hashtag #14000DB, il numero e giornata della novella, testo con spazi e punteggiatura corretti dovevano costituire un twoosh, cioè un tweet di 140 caratteri, non uno di meno.
La conclusione era chiara: LibriamoTutti doveva partecipare.
Siamo così entrati a far parte di quella che si è presto autonominata “la lieta Brigata” e che, dopo l’input dei twoosh fornito dalla Dante, si scambiava soluzioni narrative, metriche, creative per la novella del giorno.
E poi è arrivato il giorno 101: a Certaldo per la premiazione dei migliori tweet. Per dirlo con le parole di @comemusica “l’emozione durata 100 giorni continua” è continuata sì, per l’orgoglio del premio e per l’accoglienza riservataci dalla Dante e dall’ente Premio Boccaccio, ma soprattutto per l’incontro con chi della brigata aveva potuto venire. E allora i tweet si sono tramutati in abbracci e sorrisi nel riconoscere @comemusica, Erika Pucci (@erykaluna), Antonella Frustaci (@FrancescaFerri3) e Bruno Corti (@panisciora)

Gea Demina