Shotgun Lovesongs, armonia e melodia.

Shotgun Lovesongs Butler Marsilio

Shotgun Lovesongs è l’opera prima di Nickolas Butler pubblicata da Marsilio Editori.

Da dove nasce il titolo? “La ragione per cui i matrimoni riparatori vengono chiamati matrimoni shotgun è che il padre della sposa punta un fucile da caccia sulla schiena dello sposo. Qualcosa è accaduto. […] A prescindere da quello che è successo, il matrimonio deve avvenire, e in fretta. Niente organizzazione. Tocca andare dritti in comune […] Niente luna di miele, niente lattine che penzolano da una limousine. Ecco come mi sentivo rispetto a Shotgun Lovesongs. Come se quel disco mi avesse puntato un fucile alle spalle. Sentivo l’incredibile pressione di doverlo fare, di finirlo per dimostrare […] che non ero un fallito. Che potevo farcela, che potevo fare qualcosa di bellissimo e di diverso e di meritevole e che potevo farlo anche in fretta e senza tanti mezzi […] Quelle canzoni d’amore. Le ho scritte tutte per […]” A parlare è Lee, uno dei protagonisti del romanzo. Ed è anche uno dei narratori. La sua voce si unisce a quelle di Ronny, Henry, Beth e Kip nel raccontare la loro storia comune, ognuna dal proprio punto di vista. Voci che si concatenano  come gli accordi in una armonia e che acquistano senso proprio dalla loro vicinanza e dal loro avvicendarsi.

La loro è una storia di amicizia, di un passato adolescenziale che li ha visti vicini e li ha resi uniti nell’affrontare le alterne vicende della loro vita di adulti. Il tutto, sullo sfondo di un’America rurale che viene così descritta da Lee:

“L’America, per me, è gente povera che suona musica, gente povera che condivide il cibo e gente povera che balla anche quando tutto il resto nella loro vita è così triste e disperato che sembra non debba esserci alcuno spazio per suonare, mangiare o abbastanza energie per ballare. E le persone diranno che mi sbaglierò, che siamo una nazione puritana, una nazione evangelica, una nazione egoista. Ma io non lo penso. Non voglio pensarlo.” 

Sono parole di Lee oppure possiamo ipotizzare che dietro loro si celi l’autore stesso del romanzo, Nickolas Butler? Sì, perché, a ben guardare, questa America delle piccole cittadine non sembra rappresentare  solo lo sfondo dell’intrecciarsi e dipanarsi delle vite dei cinque protagonisti. Little Wing, questo il nome nel romanzo della piccola comunità dove tutti conoscono tutti, è la sesta voce, quella implicita, quella che aleggia sopra al coro; è la melodia, quel susseguirsi di note che sentiamo vibrare sopra l’armonia e che vi si appoggia e ri-armonizza. Little Wing è il luogo dove i cinque protagonisti nascono, crescono, sperimentano la conoscenza e la ri-conoscenza;  è a Little Wing che la loro vita di giovani viene plasmata prima di mettere il piede fuori da quel recinto che separa la loro comune appartenenza a un sistema di valori condiviso e di avventurarsi nel mondo vasto al di là dello steccato. E noi lettori assistiamo alle loro peregrinazioni, siamo testimoni della loro evoluzione nel corso del tempo, del loro andare e tornare in seno a quella comunità dove forte è il senso di appartenenza. Non tutti rimarranno. Ma tutti, quelli che scelgono di restare  e anche quelli che si allontaneranno, devono regolare i rapporti con Little Wing, fare pace sciogliendo una volta per tutte i nodi irrisolti. Come si fa con una madre che ci ha cresciuti con amore e con la quale da adolescenti sono sorte delle naturali ribellioni ma che sentiamo essere il nucleo più profondo di noi stessi dal quale dobbiamo partire per quel lungo, faticoso processo sempre in divenire che è la costruzione del sé. Lee ci è riuscito con le note delle sue canzoni, Butler con le parole del suo romanzo.

A chi consigliamo questo libro? A chi ama le storie di amicizia. A chi ama i romanzi corali. A chi ama gli esordi letterari per potersi fare un’idea propria del valore di quello che legge, senza essere influenzato dai giudizi degli altri. A chi desidera immaginare volti, luoghi, atmosfere, suoni con la propria fantasia prima di vederli proiettati sul grande schermo (la Fox Searchlight ha acquistato i diritti cinematografici e presto ne trarrà un film!).

 

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